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Camyguin (Filippine)

Scritto da Super User. Posted in Menu Filippine

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Arriviamo al porto di Benoni a Camiguin. Qui non ci siamo organizzati per avere il transfer al resort, abbiamo pensato di arrangiarci al momento con un taxi.

Appena fuori dal porto veniamo avvicinati da due signori che con modi gentili ci spiegano come "funziona" e ci offrono il trasferimento con un tipico pulmino che fa servizio di trasporto pubblico. Accettiamo e partiamo... Il pulmino è aperto e ha due panchine una sul lato destro e uno sul sinistro. Noi non siamo certo due giganti ma con la testa tocchiamo il soffitto se stiamo dritti con la schiena.
Qui le case e i dintorni sembrano decisamente più graziosi curati. La strada costiera ci offre scorci di spiaggette con sabbia acutissima e scogli di pietra vulcanica nera da un lato, e montagne imponenti dall'altro.
Arriviamo al resort Roja Paguia, la camera anche qui è molto spartana... ma quello che mi preoccupa è il karaoke con un impianto secondo solo a quello del Pacha di Ibiza. Odio il karaoke!
La nostra stanza è adiacente al serbatoio dell'acqua con tanto di pompa che funziona a intervalli regolari giorno e notte. Chiediamo di cambiare stanza e ci spostano per una notte in un appartamento enorme per poi spostarci definitivamente in una stanza decisamente più accogliente.
Appena arrivati, laciamo le valige in stanza e ci fiondiamo al diving. Il Johnny's Divers è giusto dall'altra parte della strada (che culo)! La struttura e anch'essa spartana ma la nostra guida, Doya, è simpatica e disponibile... capiamo subito che possiamo fare un po' quello che vogliamo. Siamo da soli, una settimana di immersioni io, Fra, la guida e il capitano della barca.
Il maltempo ci costringe a due giorni di fila a pranzo e cena al Paras Resort... ci sembra di essere costretti in un alberghetto anni 70 della riviera romagnola. Paura!
Per fortuna il tempo migliora un po' e possiamo girare con la moto presa a noleggio.

Manbajao e dintorni:


Ardent iLa cittadina di Mambajao non è grandissima ma offre tutti i servizi indispensabili. Dedichiamo un pomeriggio per un giretto. Mangiamo in centro e ci facciamo un giro al mercato.
Il pomeriggio andiamo alle Ardent Hot Spring, le sorgenti calde. Dopo aver pranzato ad un Sari Sari Resturant (pentolini) proprio lì di fuori. Paghiamo l'ingresso ed entriamo. La struttura è semplice ma graziosa. Le molte vasche hanno temperature diverse. Una rete di protezione tesa sopra le piscine impedisce alle foglie di cadere in acqua. Stare in ammollo è un piacere indescrivibile. La frequentazione è prevalentemente filippina. I maschi in bermuda le femmine in t-shirt e pantaloncini. Molto pudici tutti...
Più tardi, andiamo a conoscere Ilenia e Stefano che hanno un resort non lontano, il Nypa Style Resort. Arriviamo da loro e ci fermiamo fino quasi a tarda sera a chiacchierare. Ci raccontano la loro storia e come sono arrivati fino a qui. Alla fine prenotiamo per la cena della sera dopo. Da loro si mangia molto bene. Cucina italiana e casalinga, tutto preparato da Ilenia. Alla fine ci danno anche un bicchierino di grappa veneta. Fantastico.
Nel nostro gironzolare un pomeriggio, poco dopo il paesino di Yumbing dove la strada sale sul Cliff, passiamo davanti al cancello di un resort. Leggiamo il cartello all'ingresso che recitava qualcosa del tipo: "Bar & Restaurant. Good for cocktails & drinks". Come possiamo resistere? Giriamo la moto e entriamo. CasaRocha iIl posto si chiana "Casa Roca Inn - escape from ordinary". Nulla di più vero! Il locale è grazioso e accogliente, la posizione sul cliff offre un bel panorama sul mare e un tramonto mozzafiato. Le ragazze sono cortesi ma soprattutto veloci e sceglie (quasi mai il personale nei locali ha queste due caratteristiche).
Il loro menu è molto ricco e vario con prezzi decisamente economici.
Optiamo per il cocktail in caraffa che hanno in offerta: Mango Margarita. È ottimo! Finito questo prendiamo altri due bicchieri e decidiamo di fermarci anche per cena.
Se il bere è ottimo, il cibo è pure meglio! Tutto viene preparato da Evelyn (la titolare) e un'assistente su due fornellini. Sono bravissime e velocissime, incredibili.
Abbiamo trovato il nostro locale! Ci informiamo subito su orari e chiusure. Purtroppo ci dicono che saranno chiusi per due giorni di riposo... azz. Possiamo però tornare per la cena dell'ultimo giorno a Camiguin. E così facciamo.
Questa volta conosciamo anche l'altro socio, Jim, un canadese simpatico e corpulento che parla a macchinetta. Entriamo subito in confidenza, anche perché gli offro qualche Gb di Mp3 che ho con me. Qui internet lascia molto a desiderare e Mp3 e DxiX sono "merce rara". Noi gli facciamo i complimenti per il posto e per la cucina. Lui ci racconta della filosofia del locale e che ha anche 3 stanze al piano di sopra, ma purtroppo non passiamo vedere in quanto tutte occupate. Se torniamo a Camiguin non mancheremo di cenare ancora a Casa Roca da Jim e Evelyn. Ma se passate da loro non dimenticate di andare al bagno, è una sorpresa!


L'isola di Camiguin

Dedichiamo l'ultima giornata, anche per smaltire il "no fly", per un giro completo dell'isola.
Nei giorni scorsi abbiamo visitato il luoghi e i resort dei dintorni. Carino l'Action Geckos e molto particolare è l'Enigmata Tee House Eco Lodge. Ora ci dedichiamo al resto.
Ci sono due cascate, una con struttura turistica (fatiscente) e ingresso a pagamento, la seconda più selvaggia ma ora facile da raggiungere, grazie alla nuova strada che taglia l'isola in fase di completamento. La seconda cascata è imponente e immersa nella giungla tropicale, il cantiere della strada in costruzione rutto sommato rovina poco l'atmosfera dato che la cascata e il torrente sono ben "inforrati" e protetti.

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Visitiamo anche un paio di Cold Spring, entrambe molto ben strutturate con impianti turistico-sportivi di buon livello. Entrambi con ingresso a pagamento. Decidiamo però di non fermarci ed entrare per non perdere troppo tempo. Le strutture sembrano ben tenute ed accoglienti, la frequentazione è prevalentemente per non dire totalmente filippina. Le tariffe sono assolutamente economiche.
A Benoni, dove c'è il porto dei traghetti, ci fermiamo per un aperitivo in un ristorantino (Sari Sari) dove ci prendiamo una birretta e uno squisito piatto filippino fatto con il filetto di pesce crudo marinato con spezie.

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Il pranzo invece al mercato di Sagay, cittadina nella zona sud dell'isola, sempre in un Sari Sari Restaurant (pentolini).
Finiamo la nostra giornata con l'ascesa sul vecchio Vulcano.

 

Le immersioni

L'isola è vulcanica e le immersioni sono spesso su fondali scuri con rocce laviche. In alcuni punti sembra di essere in liguria... I diving sono pochi e u sub rari. In una settimana non ci è mai capitato di stare con altri sub in uno stesso dive spot. Abbiamo incorciato delle barche con sub forse in due occasioni in tutto.. Il pesce non è spaventato nonostante la pesca e i Platax giocano con i sub per svariati minuti. LA fauna e la flora sono molto varie e i punti di immersione molto diversi tra loro. in qualche punto ci sono sorgenti di acqua dolce calda sottomarina, dal colore probabilmente sulfurea certamente. Alcuni punti offrono delle "muck dive" molto interessanti. Un posto che merita di essere visitato!

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Gabriele Pegoretti

Foto: 
Francesca Bertamini e Gabriele Pegoretti

 

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