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Bohol (Filippine)

Scritto da Super User. Posted in Menu Filippine

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WP 20131227 001 iCi trasferiamo da Sipalay con partenza in mini bus alle ore 2.00 am! Ci aspettano 4 ore di auto per arrivare a Dumaguete nel Negros Orientale. Da lì dobbiamo prendere il traghetto per Tagbilaran City in Bohol che parte alle 7 del mattino. Dei tre traghetti al giorno che ci dovrebbero essere pare che durante le feste ce ne sia uno solo.
Eccoci arrivati ad Alona Beach, un istante per fare il check-in e lasciare la valigia in stanza. Il cottage dell'Alona Grove è grazioso anche se molto spartano, un comodino, un armadietto e niente acqua calda. Così tiriamo dentro il tavolo e le due sedie della veranda per guadagnare un po' di superficie d'appoggio per vestiti e "tecnologia".
Il "resort" è piccolino e offre solo pernottamento, tutti i servizi però sono a portata di mano.
Decidiamo di andare subito al Genesis Divers per fare le ceste e per pianificare le immersioni.
Il Genesis è l'ultimo diving in fondo alla spiaggia di Alona, ad accoglierci un simpatico ragazzo irlandese che ci spiega che il dive master è in acqua. Ci fa lasciare le nostre cose sul retro e ci invita a tornare più tardi. Andiamo a mangiare qualcosa e torniamo, questa volta non c'è nessuno. Solo un cartello con scritto: "sorry, today we are close". Al ché inizio a spazientirmi... Chiediamo alle ragazze del bar che dividono lo stesso spazio... Non sanno nulla...
IMG 5025 iVisto che lungo tutta la spiaggia non ci sono altro che diving center, decidiamo di visitarne alcuni tanto per avere un piano "B". Scopriamo che Sea Explorer, il diving center con cui abbiamo fatto immersioni a Dauin, che doveva essere chiuso per ristrutturazione ha già riaperto ma è molto caro... Vicino c'è Sea Quest... Il nome non mi è nuovo, forse ho chiesto un preventivo anche a loro. Sbirciamo dentro, e ci viene in contro una ragazza minuta che ci guarda strano. Anche noi la guardiamo strano, poi capiamo: è Rachel la segretaria del Savedra di Moalboal. Baci e abbracci... Le raccontiamo della nostra disavventura e le chiediamo un preventivo. Il diving sembra ben organizzato e vitale. L'impressione che ci da è buona, così decidiamo di appoggiarci a loro per le immersioni. Andiamo a riprendere la valigia della attrezzatura lasciata al Genesis dove, guarda caso, non c'è nessuno…
IMG 4684 iAlona Beach è un po' come Pangasama Beach di Moalboal, una stradina pedonale che lungo la spiaggia passa davanti a un'infinità di resort, diving, ristorantini, barretti, negozietti... C'è di tutto!
Mandiamo un SMS ad Alessandro, il proprietario del Vanilla Sky che ci ha dato qualche informazione e aiuto per le prenotazioni nei giorni in cui Bohol era senza elettricità.
Ci diamo appuntamento alla fine della spiaggia per poi andare assieme a lui al suo resort che è poco distante. Alessandro è un atletico triestino che si è trasferito nelle Filippine un paio di anni fa. Stufo della situazione in patria aveva deciso per il Brasile seguendo un amico. Alla fine però sono partiti per le Filippine e lui si stabilito qui dopo aver girato un po'. Qui ha costruito un resort molto bello, si è risposato e ora assieme a Marjorie aspettano un bambino. Alessandro attuando la filosofia di un suo vecchio amico pastore che durante la crisi economica in Italia ha espresso il suo pensiero dicendo: "Se con la crisi non vendo il formaggio, vorrà dire che me lo mangerò io. Chi se ne frega!", ha iniziato a produrre la mozzarella di bufala... Ora sta pensando a un ristorante e a una fattoria in montagna... dato che avanza ancora una parte di lotto noi gli buttiamo lì anche l'idea di un diving center e gli facciamo notare che sono bravo a fare la pizza, la piadina e gli sgabei/gnocco fritto. (ma per quest'ultimo piatto c'è da considerare anche la partecipazione al progetto di Enrico de La Gnoccata!)
Alessandro ci racconta un po' la sua storia e ci spiega come è la vita a Bohol e come ha basato la sua attività qui.
Anche qui ci organizziamo piú o meno subito per avere un motorino e girare un po' alla scoperta di Panglao e Bohol.

Panglao

Decidiamo di visitare l'isola con il motorino percorrendo per intero le due strade costiere, una a sud e l'altra a nord. La costa sud, dove si trova alche la frenetica Alona Beach è caratterizzata da lunghe spiagge intervallate da brevi tratti di Cliff di scura roccia vulcanica. Al di fuori di Alona le strutture sono o grossi resort o piccole strutture "domestiche" (Filippine). Un Francese qui ha realizzato un resort con orto botanico, maneggio, museo d'arte e allevamento di tarsi. Qui è possibile anche praticare yoga e arti marziali.

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La costa nord è prevalentemente rocciosa e qui le strutture turistiche e i resort sono molto meno frequenti.
Ci sono da visitate anche delle grotte, noi però rimandiamo questa attività ad un'altra volta.
Il giro lo concludiamo con la veloce visita al mercato della piccola cittadina di Panglao dove approfittiamo per comprare un po di frutta... non c'è molto altro di interessante.

Choccolate Hills

IMG 4713 iIl giorno seguente ci prendiamo un day off dalle immersioni per andare a vedere le famosissime "Choccolate Hilss". Sono un po' piú di un centinaio di collinette tutte identiche tra i 40 e poco più di 100 metri di altezza che possiedono vegetazione molto bassa (piraticamente erba) che nel periodo tra dicembre e maggio assumono un color marrone cioccolato. La strada è parecchia ma dicono che la strada sia panoramica e poco trafficata. Partiamo con il nostro motorino, e la cartina sul GPS del cellulare. Siccome non sta nella busta per il runnig Fra lo posiziona nel taschino esterno della custodia della macchina fotografica...
Oltrepassiamo Tagbilaran e giriamo per Janga. Percorriamo un po' la costa, poi a Villalimpia giriamo su verso Carmen. Li, al centro di Bohol, c'è il miglior punto panoramico per ammirare le caratteristiche colline.
Salendo il paesaggio cambia, diventa molto piú rurale. Le risaie di un verde irreale disegnano artistici confini tra un campo e l'altro. Ovunque ci sono persone e buoi al lavoro. Il paesaggio é da cartolina.
La campagna è intervallata da tratti di giungla con la strada che si arrampica. Ad un certo punto la giungla muta in foresta di latifoglie. Qui cambia anche la temperatura, non passando il sole l'aria è incredibilmente fredda. Mi metto una giacca. Passando in questi tratti di foresta umida e fresca ci chiediamo che razza di funghi ci possano essere e se "il Giorgio Perini" li saprebbe riconoscere!

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La valle è costeggiata dal fiume navigabile Loboc. Qui è possibile fare delle gite su barconi ristorante o semplicemente noleggiare una barchetta a motore per girarlo. L'omonima cittadina è il luogo dove c'è la più vecchia chiesa spagnola. Purtroppo il recente terremoto l'ha quasi completamente distrutta. Alessandro però ci dice che la ricostruiranno, stanno già catalogando le macerie. 


IMG 4728 iCi fermiamo in un paesino sulla strada per sgranchirci le gambe e bere qualcosa. Ne approfittiamo quindi per fare un giretto al mercato dove assaggiano le banane caramellate. Sono cotte friggendo e il sapore è una via di mezzo tra il fritto e il caramellato... Non male!
Finalmente arriviamo a Carmen e per salire al punto panoramico si deve pagare un biglietto. Poi si prosegue su per una collina fino ad un parcheggio. Qui c'è anche un albergo con ristorante adiacente. Parcheggiamo il motorino nel piazzale dal quale già di gode della vista su una moltitudine di collinette verdi. Al belvedere, posto in cima ad una Cioccolate Hill, si arriva grazie a una lunga scala di cui l'accesso un po' kitch sembra di una struttura di Gardaland. Arrivati in cima ci rendiamo conto che il terremoto ha distrutto la terrazza e danneggiato le strutture. Le migliori foto infatti riusciamo a farle dalla scala e dalla strada. Le colline sono molto particolari, il panorama è da cartolina. Peccato che la stagione non abbia ancora dato il caratteristico color cioccolato.

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Decidiamo di tornare indietro e di pranzare strada facendo. Optiamo per un ristorantino su una collinetta raggiungibile da una pittoresca passerella in legno che dalla strada porta al ristorante attraverso i campi di riso. All'accesso ci sono le statue colorate di uno struzzo e di un dinosauro (sembra), anch'essi un po' Gardaland Style. Sulla collina, a fianco al ristorante c'è una sorta di zoo... Gabbie con dentro rettili e animali in condizioni terrificanti. Io me ne sarei andato, ma Francesca ha fame e il posto è ventilato. Non arriva nulla di quello che abbiamo ordinato dopo un'attesa infinita. Io non riesco ad avere niente da mangiare. Paghiamo e ce ne andiamo delusi, arrabbiati e affamati. Sulla strada i bambini che ci chiedono sfacciatamente dei soldi non sanno di rischiare la vita! Partiamo e dopo pochi metri il cellulare casca fuori dalla taschina eterna della borsina della fotocamera. Distrutto... Impieghiamo un po' a trovare tutti i pezzi. I ragazzini ci vengono in contro, li caccio via per la loro incolumità. Se mi chiedono ancora soldi faccio una strage!!!
Il rientro è un odissea sotto il diluvio universale. Ci dobbiamo fermare più volte in quanto la strada è un torrente e la pioggia talmente fitta da ridurre a zero la visibilità.
Seguono 2 giorni di febbre e influenza per entrambi.

Immersioni

I diving della zona lavorano moltissimo con subacquei principianti o alle prime armi. Le guide non sanno dare indicazioni sulle immersioni sufficienti da far capire a Francesca che tipo di obiettivo usare, e questo la mette in crisi. Il programma alla lavagna non sempre è rispettato e/o chiaro. Nei primi giorni siamo in gruppo con tre sub esperti e i profili adatti a noi. Gli ultimi giorni con un gruppetto tedesco/svizzero disastroso... Finisco le immersioni mediamente con 80 100 bar... Loro alla canna del gas.
Balicasang è il miglior dive spot (forse delle intere Filippine per quanto visto fino ora) facciamo due immersioni una più bella dell'altra. C'è di tutto e di più. Impressionante il numero di tartarughe 4-5 alla volta, un banco di Jack Fish enorme... da fare buio.
Pamilacan Island è interessante per la secca di Snake Island, veramente piena di serpenti di mare a strisce di dimensioni anche ragguardevoli. Per il resto ha degli "sloop" non particolarmente ricchi.
A Cabilao Island non siamo riusciti ad andare. Avevamo prenotato l'uscita ma il giorno programmato noi lo abbiamo passato in stanza con 39 di febbre.
Le local, per le poche immersioni fatte non ci hanno entusiasmato molto... Poco pesce, poca varietà da macro... e scordatevi la visibilità del mar rosso, qui c'è sempre molto plankton.

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L'ultima sera la passiamo a cena con Alessandro al Vanilla Sky. Assaggiamo un po' dei piatti che prepara il suo chef. Si mangia veramente bene e le porzioni sono a dir poco abbondanti! La compagnia di Alessandro è sempre molto piacevole e così sembra passato un attimo ma si è già fatto tardino. Per quello che paghiamo immagino ci abbiano fatto un prezzo di favore. La mattina seguente ci attendono valige e trasferimento per Camiguin.

 

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Gabriele Pegoretti

Foto:
Francesca Bertamini e Gabriele Pegoretti

 

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