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Negros Occidentale (Filippine)

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Punta Ballo 

IMG 4459 iSiamo arrivati dopo un allucinante viaggio di 37 ore in totale, da casa nostra alla camera del Easy Diving Beach Report. La struttura è l'ultima in fondo alla spiaggia di Punta Ballo, immersa nella giungla sviluppato sulla ripida costa con scale dove l'alzata è maggiore della pedata. Qui il turismo è poco e la vita dei filippini molto semplice e rurale. Partiti dall'Italia con un volo low cost della Air China per 23 giorni di viaggio con soli 20 kg di bagaglio abbiamo rinunciato a tutto il superfluo e oltre... "il doccia schiuma lo compriamo lì!" ci siamo detti... peccato che in tutta Sipalay nessuno vende doccia schiuma! ...e nessuno cambia gli euro!

I resort della zona sono quasi tutti di proprietà e/o gestiti da tedeschi e svizzeri. Di conseguenza anche i turisti sono quasi tutti teutonici. Si sente parlare solo tedesco oltre all'istituzionale inglese.
Lo stesso vale per l'Artistic Diving, l'altro Resort con diving center, dove abbiamo mangiato qualche volta. Anche qui il personale è molto cordiale e disponibile. L'Artistic, sviluppato in piano, è molto carino e curato ed ha anche una piscina e un beach bar.
Qui tutte le strutture tendono a dare un servizio completo a 360 gradi al fine di "tenersi stretto" il cliente evitandogli comunque la poco pratica necessità di muoversi.
Ma a noi la cosa sta un po' stretta... così anche grazie all'aiuto di Nonoy (una delle guide del diving) ci procuriamo una moto per gironzolare un po' nei dintorni.
...detto fatto: 600 pesos filippini al giorno e la moto ci aspetta all'ingresso del resort.

Sipalay City 

IMG 4525 iA differenza dei posti che circondano la cittadina, Sipalay offre molto poco. Concordo con la guida della Lonley Planet che dice: "l'unico motivo per visitare Sipalay è se dovete prendere un bus".
Oltre a un mercato e un po' di negozietti non c'è proprio nulla. Anche abbigliamento e artigianato sono di bassissimo livello. Per mangiare ci siamo fermati in un tipico localino con i "pentolini" detti Sari Sari. Qui scegli direttamente la pietanza dalla pentola e ti siedi a mangiare. Abbiamo scelto quello che ci sembrava il migliore… ma è sicuramente risultato al primo posto della "top ten" dei peggiori locali in cui siamo stati in quanto a pulizia e standard igienici. Le pietanze, per la maggior parte zuppe, erano tutte fatte con parti molto povere di carne e pesce, quasi scarti. Per comprare le 4 cose di cui avevamo bisogno abbiamo fatto non poca fatica...

Sugar Beach

IMG 4533 iDecidiamo di dedicare un pomeriggio per visitare Sugar Beach, definita uno dei segreti del Negros Occidentale meglio custoditi, così chiediamo informazioni a Mark il direttore del resort. Ci viene prospettata come una cosa complicatissima e un "viaggio" lunghissimo... ma insistiamo un po' così ci spiega tutto e ci da anche utili "dritte".
Si deve arrivare al paese di Sipalay, poi proseguire in direzione Bacolod fino a Montilla, qui, arrivati all'edificio che sembra la Casa Bianca (sede del municipio), si deve girare a sinistra verso il mare. Si passa in mezzo alla campagna piena di verdissimi campi di riso dove buoi dormono nell'acqua. Si oltrepassano un paio di ponticelli che attraversano corsi d'acqua e canali ricchi di mangrovie.
Arrivati alla fine della strada, come suggerito, parcheggiamo a pagamento (20 pesos) il motorino nel cortile dell'unica casa in muratura. Qui il rischio è che ti rubino la benzina. Per raggiungere Sugar Beach ci si deve far traghettare. La guida dice di concordare la tariffa (mediamente 15/20 pesos). Accettiamo il servizio di traghettamento di tre ragazzini che ci spuntano il prezzo di 100 pesos per andata e ritorno. Sono troppo carini e simpatici e hanno la "padelboat" più piccola che abbia mai visto. Arrivati dall'altra parte del canale dopo qualche difficoltà raggiungiamo la mitica Sugar Beach.

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IMG 4549 iLa percorriamo tutta fino in fondo sul bagna asciuga. Sulla sinistra il mare e sulla destra una serie di resort di cui un paio hanno il diving (tutti rigorosamente PADI).
Arrivati alla fine della spiaggia troviamo il colorato e curioso "portale" del Music Rock Bar e decidiamo di fermarci qui per bere qualcosa. Per arrivare saliamo una scala labirintica che gira tutto in torno alla rupe su cui vi sono alcune stanze in affitto ancora in costruzione e un'abitazione privata (probabilmente del proprietario). Sulla cima arriviamo al bar arredato con gusto molto "yenkie". Il proprietario, tatuato come un motociclista, sta chiacchierando in tedesco con due attempati signori, entrambi accompagnati da giovani ragazze Filippine. L'atmosfera del locale e un po' strana... intima e ammiccante. Beviamo la nostra birra accompagnata da noccioline americane fresche fritte con l'aglio. Paghiamo, salutiamo e scendiamo alla spiaggetta privata molto bella che c'è alla base della rupe per scattare un paio di foto.
Ritorniamo indietro percorrendo il lato della spiaggia dove si affacciano tutti i resort. Ve ne sono molti; uno in affitto, un altro si chiama "Big Bam Boo"... ci chiediamo quali sevizi offra con un nome così? Ci fermiamo per visitare il più particolare; il Takatuka Resort. È molto colorato ci accorgiamo che tutti i dettagli sono ricercati con un piglio decisamente artistico / kitch. Le stanze sono a tema; rock, cave, Nautilus, etc. c'è pure il diving interno, non manca nulla e neanche farlo a posta, la proprietaria è tedesca!

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Sugar Beach è un posto molto bello e tranquillo certamente non facile da raggiungere, ma questo fa un po' parte del suo particolare fascino.

Gli ultimi giorni trascorsi all'Easy Diving hanno visto riempirsi il resort. L'aumento delle presenze ha causato soprattutto una riduzione della libertà nell'ordinare al ristorante. Colazione a buffet con prezzo fisso, pranzo e cena con scelta tra due piatti. Alla carta si può solo ordinare pasta e pizza. Il paradosso è che la minor libertà porta anche a prezzi più alti... Così andiamo spesso a mangiare all'Artistic.

 

Immersioni

Le immersioni sono per lo piú su sloop corallini, le pareti sono poche e non molto alte. Il pesce non è molto a causa della pesca, la situazione è migliore nelle aree protette "Santuari", ma sicuramente non è affatto da pelagico come letto su qualche guida. Le cose piú interessanti sono da macro; gamberetti, granchi, nudibranchi e il mitico cavalluccio marino pigmeo. I punti più interessanti sono a ridosso delle piccole isole. Per gli amanti del "genere" ci sono anche 2 -3 relitti.

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Gabriele Pegoretti

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Francesca Bertamini & Gabriele Pegoretti

 

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Filippine

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Willy Shark dedica una sezione del Diario di Viaggio alla Filippine. Le oltre 7000 isole che formano l'arcipelago delle Filippine sono forse l'angolo più "dimenticato" del Sud-est asiatico. Un posto magico quasi dall'altra parte del mondo, caratterizzato da natura incontaminata, immersioni fantastiche con una bio-diversità unica al mondo e una popolazione solare e ospitale.

Un rapporto tra prezzo e qualità sicuramente imbattibile!

 

Ph regions and provinces
(map from Wikipedia)

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Bohol (Filippine)

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WP 20131227 001 iCi trasferiamo da Sipalay con partenza in mini bus alle ore 2.00 am! Ci aspettano 4 ore di auto per arrivare a Dumaguete nel Negros Orientale. Da lì dobbiamo prendere il traghetto per Tagbilaran City in Bohol che parte alle 7 del mattino. Dei tre traghetti al giorno che ci dovrebbero essere pare che durante le feste ce ne sia uno solo.
Eccoci arrivati ad Alona Beach, un istante per fare il check-in e lasciare la valigia in stanza. Il cottage dell'Alona Grove è grazioso anche se molto spartano, un comodino, un armadietto e niente acqua calda. Così tiriamo dentro il tavolo e le due sedie della veranda per guadagnare un po' di superficie d'appoggio per vestiti e "tecnologia".
Il "resort" è piccolino e offre solo pernottamento, tutti i servizi però sono a portata di mano.
Decidiamo di andare subito al Genesis Divers per fare le ceste e per pianificare le immersioni.
Il Genesis è l'ultimo diving in fondo alla spiaggia di Alona, ad accoglierci un simpatico ragazzo irlandese che ci spiega che il dive master è in acqua. Ci fa lasciare le nostre cose sul retro e ci invita a tornare più tardi. Andiamo a mangiare qualcosa e torniamo, questa volta non c'è nessuno. Solo un cartello con scritto: "sorry, today we are close". Al ché inizio a spazientirmi... Chiediamo alle ragazze del bar che dividono lo stesso spazio... Non sanno nulla...
IMG 5025 iVisto che lungo tutta la spiaggia non ci sono altro che diving center, decidiamo di visitarne alcuni tanto per avere un piano "B". Scopriamo che Sea Explorer, il diving center con cui abbiamo fatto immersioni a Dauin, che doveva essere chiuso per ristrutturazione ha già riaperto ma è molto caro... Vicino c'è Sea Quest... Il nome non mi è nuovo, forse ho chiesto un preventivo anche a loro. Sbirciamo dentro, e ci viene in contro una ragazza minuta che ci guarda strano. Anche noi la guardiamo strano, poi capiamo: è Rachel la segretaria del Savedra di Moalboal. Baci e abbracci... Le raccontiamo della nostra disavventura e le chiediamo un preventivo. Il diving sembra ben organizzato e vitale. L'impressione che ci da è buona, così decidiamo di appoggiarci a loro per le immersioni. Andiamo a riprendere la valigia della attrezzatura lasciata al Genesis dove, guarda caso, non c'è nessuno…
IMG 4684 iAlona Beach è un po' come Pangasama Beach di Moalboal, una stradina pedonale che lungo la spiaggia passa davanti a un'infinità di resort, diving, ristorantini, barretti, negozietti... C'è di tutto!
Mandiamo un SMS ad Alessandro, il proprietario del Vanilla Sky che ci ha dato qualche informazione e aiuto per le prenotazioni nei giorni in cui Bohol era senza elettricità.
Ci diamo appuntamento alla fine della spiaggia per poi andare assieme a lui al suo resort che è poco distante. Alessandro è un atletico triestino che si è trasferito nelle Filippine un paio di anni fa. Stufo della situazione in patria aveva deciso per il Brasile seguendo un amico. Alla fine però sono partiti per le Filippine e lui si stabilito qui dopo aver girato un po'. Qui ha costruito un resort molto bello, si è risposato e ora assieme a Marjorie aspettano un bambino. Alessandro attuando la filosofia di un suo vecchio amico pastore che durante la crisi economica in Italia ha espresso il suo pensiero dicendo: "Se con la crisi non vendo il formaggio, vorrà dire che me lo mangerò io. Chi se ne frega!", ha iniziato a produrre la mozzarella di bufala... Ora sta pensando a un ristorante e a una fattoria in montagna... dato che avanza ancora una parte di lotto noi gli buttiamo lì anche l'idea di un diving center e gli facciamo notare che sono bravo a fare la pizza, la piadina e gli sgabei/gnocco fritto. (ma per quest'ultimo piatto c'è da considerare anche la partecipazione al progetto di Enrico de La Gnoccata!)
Alessandro ci racconta un po' la sua storia e ci spiega come è la vita a Bohol e come ha basato la sua attività qui.
Anche qui ci organizziamo piú o meno subito per avere un motorino e girare un po' alla scoperta di Panglao e Bohol.

Panglao

Decidiamo di visitare l'isola con il motorino percorrendo per intero le due strade costiere, una a sud e l'altra a nord. La costa sud, dove si trova alche la frenetica Alona Beach è caratterizzata da lunghe spiagge intervallate da brevi tratti di Cliff di scura roccia vulcanica. Al di fuori di Alona le strutture sono o grossi resort o piccole strutture "domestiche" (Filippine). Un Francese qui ha realizzato un resort con orto botanico, maneggio, museo d'arte e allevamento di tarsi. Qui è possibile anche praticare yoga e arti marziali.

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La costa nord è prevalentemente rocciosa e qui le strutture turistiche e i resort sono molto meno frequenti.
Ci sono da visitate anche delle grotte, noi però rimandiamo questa attività ad un'altra volta.
Il giro lo concludiamo con la veloce visita al mercato della piccola cittadina di Panglao dove approfittiamo per comprare un po di frutta... non c'è molto altro di interessante.

Choccolate Hills

IMG 4713 iIl giorno seguente ci prendiamo un day off dalle immersioni per andare a vedere le famosissime "Choccolate Hilss". Sono un po' piú di un centinaio di collinette tutte identiche tra i 40 e poco più di 100 metri di altezza che possiedono vegetazione molto bassa (piraticamente erba) che nel periodo tra dicembre e maggio assumono un color marrone cioccolato. La strada è parecchia ma dicono che la strada sia panoramica e poco trafficata. Partiamo con il nostro motorino, e la cartina sul GPS del cellulare. Siccome non sta nella busta per il runnig Fra lo posiziona nel taschino esterno della custodia della macchina fotografica...
Oltrepassiamo Tagbilaran e giriamo per Janga. Percorriamo un po' la costa, poi a Villalimpia giriamo su verso Carmen. Li, al centro di Bohol, c'è il miglior punto panoramico per ammirare le caratteristiche colline.
Salendo il paesaggio cambia, diventa molto piú rurale. Le risaie di un verde irreale disegnano artistici confini tra un campo e l'altro. Ovunque ci sono persone e buoi al lavoro. Il paesaggio é da cartolina.
La campagna è intervallata da tratti di giungla con la strada che si arrampica. Ad un certo punto la giungla muta in foresta di latifoglie. Qui cambia anche la temperatura, non passando il sole l'aria è incredibilmente fredda. Mi metto una giacca. Passando in questi tratti di foresta umida e fresca ci chiediamo che razza di funghi ci possano essere e se "il Giorgio Perini" li saprebbe riconoscere!

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La valle è costeggiata dal fiume navigabile Loboc. Qui è possibile fare delle gite su barconi ristorante o semplicemente noleggiare una barchetta a motore per girarlo. L'omonima cittadina è il luogo dove c'è la più vecchia chiesa spagnola. Purtroppo il recente terremoto l'ha quasi completamente distrutta. Alessandro però ci dice che la ricostruiranno, stanno già catalogando le macerie. 


IMG 4728 iCi fermiamo in un paesino sulla strada per sgranchirci le gambe e bere qualcosa. Ne approfittiamo quindi per fare un giretto al mercato dove assaggiano le banane caramellate. Sono cotte friggendo e il sapore è una via di mezzo tra il fritto e il caramellato... Non male!
Finalmente arriviamo a Carmen e per salire al punto panoramico si deve pagare un biglietto. Poi si prosegue su per una collina fino ad un parcheggio. Qui c'è anche un albergo con ristorante adiacente. Parcheggiamo il motorino nel piazzale dal quale già di gode della vista su una moltitudine di collinette verdi. Al belvedere, posto in cima ad una Cioccolate Hill, si arriva grazie a una lunga scala di cui l'accesso un po' kitch sembra di una struttura di Gardaland. Arrivati in cima ci rendiamo conto che il terremoto ha distrutto la terrazza e danneggiato le strutture. Le migliori foto infatti riusciamo a farle dalla scala e dalla strada. Le colline sono molto particolari, il panorama è da cartolina. Peccato che la stagione non abbia ancora dato il caratteristico color cioccolato.

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Decidiamo di tornare indietro e di pranzare strada facendo. Optiamo per un ristorantino su una collinetta raggiungibile da una pittoresca passerella in legno che dalla strada porta al ristorante attraverso i campi di riso. All'accesso ci sono le statue colorate di uno struzzo e di un dinosauro (sembra), anch'essi un po' Gardaland Style. Sulla collina, a fianco al ristorante c'è una sorta di zoo... Gabbie con dentro rettili e animali in condizioni terrificanti. Io me ne sarei andato, ma Francesca ha fame e il posto è ventilato. Non arriva nulla di quello che abbiamo ordinato dopo un'attesa infinita. Io non riesco ad avere niente da mangiare. Paghiamo e ce ne andiamo delusi, arrabbiati e affamati. Sulla strada i bambini che ci chiedono sfacciatamente dei soldi non sanno di rischiare la vita! Partiamo e dopo pochi metri il cellulare casca fuori dalla taschina eterna della borsina della fotocamera. Distrutto... Impieghiamo un po' a trovare tutti i pezzi. I ragazzini ci vengono in contro, li caccio via per la loro incolumità. Se mi chiedono ancora soldi faccio una strage!!!
Il rientro è un odissea sotto il diluvio universale. Ci dobbiamo fermare più volte in quanto la strada è un torrente e la pioggia talmente fitta da ridurre a zero la visibilità.
Seguono 2 giorni di febbre e influenza per entrambi.

Immersioni

I diving della zona lavorano moltissimo con subacquei principianti o alle prime armi. Le guide non sanno dare indicazioni sulle immersioni sufficienti da far capire a Francesca che tipo di obiettivo usare, e questo la mette in crisi. Il programma alla lavagna non sempre è rispettato e/o chiaro. Nei primi giorni siamo in gruppo con tre sub esperti e i profili adatti a noi. Gli ultimi giorni con un gruppetto tedesco/svizzero disastroso... Finisco le immersioni mediamente con 80 100 bar... Loro alla canna del gas.
Balicasang è il miglior dive spot (forse delle intere Filippine per quanto visto fino ora) facciamo due immersioni una più bella dell'altra. C'è di tutto e di più. Impressionante il numero di tartarughe 4-5 alla volta, un banco di Jack Fish enorme... da fare buio.
Pamilacan Island è interessante per la secca di Snake Island, veramente piena di serpenti di mare a strisce di dimensioni anche ragguardevoli. Per il resto ha degli "sloop" non particolarmente ricchi.
A Cabilao Island non siamo riusciti ad andare. Avevamo prenotato l'uscita ma il giorno programmato noi lo abbiamo passato in stanza con 39 di febbre.
Le local, per le poche immersioni fatte non ci hanno entusiasmato molto... Poco pesce, poca varietà da macro... e scordatevi la visibilità del mar rosso, qui c'è sempre molto plankton.

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L'ultima sera la passiamo a cena con Alessandro al Vanilla Sky. Assaggiamo un po' dei piatti che prepara il suo chef. Si mangia veramente bene e le porzioni sono a dir poco abbondanti! La compagnia di Alessandro è sempre molto piacevole e così sembra passato un attimo ma si è già fatto tardino. Per quello che paghiamo immagino ci abbiano fatto un prezzo di favore. La mattina seguente ci attendono valige e trasferimento per Camiguin.

 

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Gabriele Pegoretti

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Francesca Bertamini e Gabriele Pegoretti

 

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Camyguin (Filippine)

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Arriviamo al porto di Benoni a Camiguin. Qui non ci siamo organizzati per avere il transfer al resort, abbiamo pensato di arrangiarci al momento con un taxi.

Appena fuori dal porto veniamo avvicinati da due signori che con modi gentili ci spiegano come "funziona" e ci offrono il trasferimento con un tipico pulmino che fa servizio di trasporto pubblico. Accettiamo e partiamo... Il pulmino è aperto e ha due panchine una sul lato destro e uno sul sinistro. Noi non siamo certo due giganti ma con la testa tocchiamo il soffitto se stiamo dritti con la schiena.
Qui le case e i dintorni sembrano decisamente più graziosi curati. La strada costiera ci offre scorci di spiaggette con sabbia acutissima e scogli di pietra vulcanica nera da un lato, e montagne imponenti dall'altro.
Arriviamo al resort Roja Paguia, la camera anche qui è molto spartana... ma quello che mi preoccupa è il karaoke con un impianto secondo solo a quello del Pacha di Ibiza. Odio il karaoke!
La nostra stanza è adiacente al serbatoio dell'acqua con tanto di pompa che funziona a intervalli regolari giorno e notte. Chiediamo di cambiare stanza e ci spostano per una notte in un appartamento enorme per poi spostarci definitivamente in una stanza decisamente più accogliente.
Appena arrivati, laciamo le valige in stanza e ci fiondiamo al diving. Il Johnny's Divers è giusto dall'altra parte della strada (che culo)! La struttura e anch'essa spartana ma la nostra guida, Doya, è simpatica e disponibile... capiamo subito che possiamo fare un po' quello che vogliamo. Siamo da soli, una settimana di immersioni io, Fra, la guida e il capitano della barca.
Il maltempo ci costringe a due giorni di fila a pranzo e cena al Paras Resort... ci sembra di essere costretti in un alberghetto anni 70 della riviera romagnola. Paura!
Per fortuna il tempo migliora un po' e possiamo girare con la moto presa a noleggio.

Manbajao e dintorni:


Ardent iLa cittadina di Mambajao non è grandissima ma offre tutti i servizi indispensabili. Dedichiamo un pomeriggio per un giretto. Mangiamo in centro e ci facciamo un giro al mercato.
Il pomeriggio andiamo alle Ardent Hot Spring, le sorgenti calde. Dopo aver pranzato ad un Sari Sari Resturant (pentolini) proprio lì di fuori. Paghiamo l'ingresso ed entriamo. La struttura è semplice ma graziosa. Le molte vasche hanno temperature diverse. Una rete di protezione tesa sopra le piscine impedisce alle foglie di cadere in acqua. Stare in ammollo è un piacere indescrivibile. La frequentazione è prevalentemente filippina. I maschi in bermuda le femmine in t-shirt e pantaloncini. Molto pudici tutti...
Più tardi, andiamo a conoscere Ilenia e Stefano che hanno un resort non lontano, il Nypa Style Resort. Arriviamo da loro e ci fermiamo fino quasi a tarda sera a chiacchierare. Ci raccontano la loro storia e come sono arrivati fino a qui. Alla fine prenotiamo per la cena della sera dopo. Da loro si mangia molto bene. Cucina italiana e casalinga, tutto preparato da Ilenia. Alla fine ci danno anche un bicchierino di grappa veneta. Fantastico.
Nel nostro gironzolare un pomeriggio, poco dopo il paesino di Yumbing dove la strada sale sul Cliff, passiamo davanti al cancello di un resort. Leggiamo il cartello all'ingresso che recitava qualcosa del tipo: "Bar & Restaurant. Good for cocktails & drinks". Come possiamo resistere? Giriamo la moto e entriamo. CasaRocha iIl posto si chiana "Casa Roca Inn - escape from ordinary". Nulla di più vero! Il locale è grazioso e accogliente, la posizione sul cliff offre un bel panorama sul mare e un tramonto mozzafiato. Le ragazze sono cortesi ma soprattutto veloci e sceglie (quasi mai il personale nei locali ha queste due caratteristiche).
Il loro menu è molto ricco e vario con prezzi decisamente economici.
Optiamo per il cocktail in caraffa che hanno in offerta: Mango Margarita. È ottimo! Finito questo prendiamo altri due bicchieri e decidiamo di fermarci anche per cena.
Se il bere è ottimo, il cibo è pure meglio! Tutto viene preparato da Evelyn (la titolare) e un'assistente su due fornellini. Sono bravissime e velocissime, incredibili.
Abbiamo trovato il nostro locale! Ci informiamo subito su orari e chiusure. Purtroppo ci dicono che saranno chiusi per due giorni di riposo... azz. Possiamo però tornare per la cena dell'ultimo giorno a Camiguin. E così facciamo.
Questa volta conosciamo anche l'altro socio, Jim, un canadese simpatico e corpulento che parla a macchinetta. Entriamo subito in confidenza, anche perché gli offro qualche Gb di Mp3 che ho con me. Qui internet lascia molto a desiderare e Mp3 e DxiX sono "merce rara". Noi gli facciamo i complimenti per il posto e per la cucina. Lui ci racconta della filosofia del locale e che ha anche 3 stanze al piano di sopra, ma purtroppo non passiamo vedere in quanto tutte occupate. Se torniamo a Camiguin non mancheremo di cenare ancora a Casa Roca da Jim e Evelyn. Ma se passate da loro non dimenticate di andare al bagno, è una sorpresa!


L'isola di Camiguin

Dedichiamo l'ultima giornata, anche per smaltire il "no fly", per un giro completo dell'isola.
Nei giorni scorsi abbiamo visitato il luoghi e i resort dei dintorni. Carino l'Action Geckos e molto particolare è l'Enigmata Tee House Eco Lodge. Ora ci dedichiamo al resto.
Ci sono due cascate, una con struttura turistica (fatiscente) e ingresso a pagamento, la seconda più selvaggia ma ora facile da raggiungere, grazie alla nuova strada che taglia l'isola in fase di completamento. La seconda cascata è imponente e immersa nella giungla tropicale, il cantiere della strada in costruzione rutto sommato rovina poco l'atmosfera dato che la cascata e il torrente sono ben "inforrati" e protetti.

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Visitiamo anche un paio di Cold Spring, entrambe molto ben strutturate con impianti turistico-sportivi di buon livello. Entrambi con ingresso a pagamento. Decidiamo però di non fermarci ed entrare per non perdere troppo tempo. Le strutture sembrano ben tenute ed accoglienti, la frequentazione è prevalentemente per non dire totalmente filippina. Le tariffe sono assolutamente economiche.
A Benoni, dove c'è il porto dei traghetti, ci fermiamo per un aperitivo in un ristorantino (Sari Sari) dove ci prendiamo una birretta e uno squisito piatto filippino fatto con il filetto di pesce crudo marinato con spezie.

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Il pranzo invece al mercato di Sagay, cittadina nella zona sud dell'isola, sempre in un Sari Sari Restaurant (pentolini).
Finiamo la nostra giornata con l'ascesa sul vecchio Vulcano.

 

Le immersioni

L'isola è vulcanica e le immersioni sono spesso su fondali scuri con rocce laviche. In alcuni punti sembra di essere in liguria... I diving sono pochi e u sub rari. In una settimana non ci è mai capitato di stare con altri sub in uno stesso dive spot. Abbiamo incorciato delle barche con sub forse in due occasioni in tutto.. Il pesce non è spaventato nonostante la pesca e i Platax giocano con i sub per svariati minuti. LA fauna e la flora sono molto varie e i punti di immersione molto diversi tra loro. in qualche punto ci sono sorgenti di acqua dolce calda sottomarina, dal colore probabilmente sulfurea certamente. Alcuni punti offrono delle "muck dive" molto interessanti. Un posto che merita di essere visitato!

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Gabriele Pegoretti

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Francesca Bertamini e Gabriele Pegoretti

 

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Gli squali balena di Oslob (Filippine)

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Il mito dello squalo balena!

I subacquei hanno la fissa degli squali, questo è risaputo! …ma forse più di tutto la loro mania è per lo squalo balena!
Per i molti che non l'hanno mai visto resta un mito, un miraggio, quasi una leggenda… conosco persone che dopo più di trent'anni di subacquea non sono mai riusciti a vederlo nonostante abbiamo anche gestito per un periodo un resort alle Maldive! Mentre chi lo ha visto sa perfettamente di cosa sto parlando!

Sarà la sua dimensione, il suo manto scuro e puntinato di bianco come un cielo stellato, la sua eleganza e l'apparente lentezza… chi lo sa… di certo l'avvistamento di questo squalo è un'emozione unica!

balena 1327-iNella mia carriera subacquea ho avuto la fortuna di avvistarlo molte volte… con una frequenza invidiabile. È successo più volte a Sharm, sia d'estate che a gennaio, periodo decisamente poco felice per questo tipo d'avvistamento. Addirittura lo abbiamo visto tre volte in due immersioni… persino dalla barca durante la navigazione tra Jack Fish Alley e Shark & Jolanda Reef. E proprio alla fine dell'immersione di Jolanda appena riemersi un nostro compagno di immersioni da dietro ci ha urlato: "Vardé che gavé el baena soto e pine!"… vi dico solo che ci siamo reimmersi immediatamente tutti e ci siamo fermati sotto a contemplare questo esemplare e a fare foto fino al completo esaurimento dell'aria!

Ma per venire al dunque, ed evitare di fare troppa invidia a chi lo squalo balena non lo ha mai visto, vi voglio raccontare di un posto nelle Filippne dove abbiamo fatto senza dubbio l'immersione più bella di tutte in compagnia di un giovane esemplare.

balena 1206a web-iDurante il nostro ultimo viaggio a Moalboal sull'isola di Cebu eravamo al diving center Savedra, dove ormai mia moglie ed io siamo di casa! Li sentiamo parlare di un posto non troppo distante dove si vede lo squalo balena… ovviamente la cosa stuzzica subito il nostro interesse e scatena la curiosità. Il costo dell'immersione è quasi proibitivo… 150 dollari a testa… compreso trasferimento con mini bus e pranzo sulla spiaggia. Però dicono che l'avvistamento è assicurato! Come resistere…. Prenotiamo subito!
Detto fatto, due giorni dopo partiamo assieme alla nostra guida di fiducia Larry per Oslob! La località è situata nella regione meridionale dell'isola di Cebu sulla costa orientale, il viaggio in minibus dura circa un ora e mezzo… non tanto per i chilometri quanto per la lentezza delle strade di Cebu.
Arrivati ci si ferma su di una spiaggia con un ingresso dove uno dei ragazzi dello staff paga "l'accesso" per tutti ed entriamo nel parcheggio.

 Sulla spiaggia è pieno di gruppetti di subacquei e di grill per il BBQ… la spiaggia è attrezzata con docce e vi è una casa che al piano terra ha un piccolo negozietto con bar… ma più che un locale sembra veramente il soggiorno di qualcuno!
 

balena 1236a web-iCi si prepara subito l'attrezzatura per la prima delle due immersioni… in acqua c'è già una valanga di gente, tutti attorno a una barchetta a piroga tipica dei pescatori che butta in acqua dei gamberetti per "pasturare" gli squali balena. Ci viene fatto un briefing sull'immersione e su come comportarsi con lo squalo… poi tutti in acqua! Si entra da riva e per un po' si cammina sulla sabbia in acqua poco profonda… poi ci si immerge. Poche pinneggiate e siamo in mezzo alla folla dove una valanga di sub e snorkelisti assediano un grosso esemplare che inclinato a 45° a testa in su mangia tutti i gamberetti che gli buttano i pescatori dalla barca… troppa gente, troppo caos, poca visibilità… Usciamo dalla prima immersione un po' delusi… e ci prepariamo la bombola per la seconda immersione.

balena 1332-iQuando è ora di entrare in acqua non c'è più la barca dei pescatori e i sub in acqua sono pochissimi. Ne approfittiamo per entrare solo in 3 (noi due più Larry).
Non c'è nessuno… così iniziamo e gironzolare nel blu… Non passa un quarto d'ora che veniamo avvicinati da un giovane esemplare di squalo balena incuriosito da noi. Così inizia un ballo dove ci giriamo intorno a vicenda… ci avviciniamo e ci allontaniamo e ci facciamo le foto. Lui è curioso e anche se si allontana un po' al di fuori della distanza di massima visibilità subito dopo riappare e ci viene incontro.
Dopo venti - trenta minuti ci accorgiamo che Larry non c'è più… ci siamo persi la guida! ...ci penso un attimo poi dico: "chi se ne frega!" …e continuiamo così con lo squalo!
Dopo un ora che nuotiamo nel blu assieme allo squalo ci accorgiamo che l'aria scarseggia… e così siamo costretti a lasciarlo per rientrare! Siamo nel blu chissà dove in mezzo alla baia a 12-15 metri di profondità… con la guida dispersa da più di mezzora. Non mi resta che sparare la boa e risalire per prendere la direzione con la bussola. Mentre nuotiamo per rientrare penso; "…chissà Larry quanto è preoccupato… forse lo avranno sgridato perché ha perso i clienti… e noi siamo andati avanti senza di lui… " Ora la cosa un po' mi preoccupa… ma siamo felicissimi per l'immersione fatta e per l'esperienza avuta.
Arrivati a riva troviamo Larry sotto la doccia che ci sorride e ci dice; "hey ragazzi ci siamo persi! …bello però lo squalo!!! …cambiatevi in fretta che è pronto da mangiare!". I Filippini sono fantastici… sempre sorridenti e felici, è sempre un piacere spendere le vacanze assieme a loro!

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Dopo l'ultimo terremoto ho sentito dire che gli squali balena si sono visti poco… ma fra qualche giorno partiamo nuovamente per le Filippine destinazione 23 giorni in giro per le Visayas tra Negros Occidentale, Bohol e Camiguin! Sarà nostro impegno verificare e portare un resoconto dettagliato del viaggio!


Gabriele Pegoretti

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